Ci sono eventi nei quali vai per cucinare e poi torni a casa con la sensazione di aver fatto molto di più.
A giugno ho avuto il piacere di partecipare nuovamente al DMED – Salone della Dieta Mediterranea, una manifestazione alla quale sono particolarmente legato e che quest’anno, dall’11 al 13 giugno, ha portato alla Stazione Marittima di Napoli tre giornate dedicate al cibo, alla cultura, al benessere e a tutto quel patrimonio straordinario che chiamiamo Dieta Mediterranea.
E quando mi chiamano per parlare di cucina mediterranea a Napoli, secondo voi io che faccio?
Accendo i fornelli!
Sono stato protagonista di un cooking show realizzato con il supporto di RICREA, il Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, mettendo insieme cucina, territorio e anche un tema che oggi non possiamo più considerare secondario: la sostenibilità.
E per l’occasione ho portato un piatto dal nome che già era tutto un programma:
“Ho preso un pacchero a Sorrento”
No, guagliù, non abbiamo litigato con nessuno.
Il pacchero era quello di Gragnano, accompagnato dai pomodorini gialli in latta e dal profumo inconfondibile del limone di Sorrento. Un piatto attraverso il quale ho voluto raccontare la Campania come piace a me: partendo da ingredienti riconoscibili, rispettando la loro identità e lasciando che fossero i sapori a parlare.
Perché la Dieta Mediterranea, almeno per come la vivo io, non è un elenco di alimenti e nemmeno una formula da imparare a memoria.
È cultura. È territorio.
È stagionalità, condivisione, rispetto degli ingredienti. Ma soprattutto sono quei gesti che abbiamo visto fare nelle nostre case e che continuiamo a portarci dietro ogni volta che entriamo in cucina.
Ed è proprio questo il mondo che provo a raccontare ogni giorno con I Fornelli di Max: una cucina che parte dalla tradizione italiana e soprattutto campana, quella che ho cominciato ad amare da bambino osservando mia nonna, e che oggi provo a condividere con la mia grande famiglia di amici sui social.
Al DMED ho ritrovato proprio questo spirito.
La quinta edizione ha riunito chef, produttori, divulgatori, giornalisti, istituzioni e tante realtà del mondo agroalimentare per parlare della Dieta Mediterranea non soltanto come modello alimentare, ma come patrimonio capace di mettere insieme benessere, identità, sostenibilità, sviluppo e dialogo.
E poi c’è la parte che preferisco sempre: quella che succede davanti ai fornelli.
Preparare un piatto mentre intorno ci sono persone che guardano, fanno domande, assaggiano e sorridono trasforma un cooking show in un momento di condivisione.
Per me la cucina funziona proprio così.
Posso raccontarvi una ricetta, spiegarvi un ingrediente o mostrarvi una tecnica, ma alla fine arriva sempre quel momento in cui bisogna assaggiare.
E lì, guagliù, non servono più tante parole.
PaPam.
È stato inoltre bellissimo condividere questa esperienza con tanti professionisti e amici del mondo della cucina e dell’enogastronomia, incontrarsi, confrontarsi e ritrovarsi intorno alla stessa grande passione.
Ringrazio il DMED – Salone della Dieta Mediterranea per avermi voluto ancora una volta tra i suoi ospiti e RICREA per avermi accompagnato in questo cooking show.
Sono tornato a casa con una convinzione ancora più forte: la nostra tradizione non è qualcosa da mettere sotto una campana di vetro.
Va conosciuta, rispettata e poi raccontata, cucinata e condivisa.
Possibilmente davanti a un bel piatto di paccheri.
E se poi ci mettiamo dentro Gragnano, Sorrento e un po’ della nostra Campania…
beh, sapete già come va a finire.
È na poesia!






